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SUBAPPALTI: RIMANE IL TETTO DEL 30%

SUBAPPALTI: RIMANE IL TETTO DEL 30% 1024 768 ITALSOFT GROUP

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto correttivo al Codice Appalti che entrerà in vigore il prossimo 20 maggio. Una delle modifiche contenute nel Correttivo è la disciplina del subappalto, per il cui affidamento è stata confermata la soglia limite del 30 % sul totale dell’importo contrattuale. L’Italia rischia così una procedura di infrazione da parte dell’UE, proprio per questo vincolo più volte oggetto di contestazione.

Le Direttive europee sui contratti pubblici, infatti, non prevedono limiti al subappalto e l’UE ha chiesto ripetutamente all’Italia di rimuovere il limite del 30%, introdotto principalmente nell’ottica di ridurre il potere discrezionale delle stazioni appaltanti e di evitare infiltrazioni criminali.

Subappalti: stop al gold plating

La regola principale fissata dall’Unione Europea in tema di appalti pubblici è quella relativa al divieto di gold plating, ossia i Paesi membri dell’Unione non possono introdurre norme diverse da quelle stabilite a livello europeo. Questo divieto ha l’obiettivo di uniformare la legislazione europea e di favorire la libera concorrenza. Va da sé che i Paesi europei non possano introdurre vincoli propri, considerato che le Direttive europee sui contratti pubblici non prevedono limiti al subappalto.

In Italia la situazione è diversa. La normativa che regola gli appalti pubblici limita non poco il ricorso al subappalto, fissando un limite del 30% da calcolare su tutto l’importo del contratto.

Tra l’altro è previsto che per i lavori di importo superiore alla soglia comunitaria (5,2 milioni di euro) e nei settori a rischio di infiltrazione criminale, a prescindere dall’importo, sia necessario indicare una terna di subappaltatori in fase di offerta.

Italia: perché il limite al subappalto?

Il Codice Appalti varato nel 2016 aveva previsto che il vincitore di una gara potesse ricorrere al subappalto solo se fosse stato previsto nel bando.

Oggi, tramite il Correttivo, si è deciso di fissare una regola per tutti e di rendere il subappalto sempre possibile, pur nel limite del 30%.

Questo limite, come anticipato prima, è stato fissato principalmente al fine di evitare le infiltrazioni criminali, che purtroppo hanno in passato contribuito a rallentare la realizzazione delle opere a causa di procedimenti giudiziari, cantieri bloccati e aumento dei costi.

Nonostante la Commissione Europea avesse esortato l’Italia a rimuovere il limite al subappalto, il Governo italiano ha ritenuto opportuno mantenere la soglia del 30%.

Ora attendiamo di vedere se la commissione Europea aprirà una procedura di infrazione contro l’Italia o se valuterà attentamente i motivi storici che hanno portato il nostro Governo a regolamentare in modo cosi stringente il tema dei subappalti.