Split payment

SPLIT PAYMENT PROFESSIONISTI: COSA CAMBIA?

SPLIT PAYMENT PROFESSIONISTI: COSA CAMBIA? 918 517 ITALSOFT GROUP

Il decreto attuativo sullo Split Payment è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 151  del 1°luglio scorso e riguarda anche i professionisti.

In realtà lo Split Payment funziona già dal 2015 per Comuni, Province e Regioni ma con la Manovrina di primavera è stato prorogato al 2020 compreso e ha allargato l’elenco di soggetti obbligati a versare l’Iva direttamente allo Stato, per la lotta all’evasione fiscale.

Rispetto, però, alla prima versione dello Split Payment del 2015, sia il fornitore che il cliente dovranno emettere contestualmente fatture in regimi diversi, separando l’annotazione e la gestione delle singole fatture.

Dal 1° luglio, infatti, lo Split Payment è attivo anche per le stazioni appaltanti che, a saldo delle fatture, non riconosceranno più l’Iva a costruttori e progettisti ma dovranno versarla direttamente allo Stato.

Il fine dello Split Payment è quello di combattere l’evasione fiscale: nel periodo 2015-2016 si sono potuti recuperare 3,5 miliardi di euro. Per quanto l’intenzione di combattere la microevasione sia positiva, bisogna capire come eliminare gli effetti negativi sui progettisti.

I contro dello split payment

Come dicevamo, lo Split Payment è un metodo sicuramente utile per la lotta all’evasione fiscale, ma come aiutare i progettisti e le imprese a non perdere il 22% del fatturato?

I progettisti e le imprese si trovano, infatti, a dover pagare fornitori e materiali e, oltre al costo, devono versare anche l’Iva al 22%. Al contrario, quando dovranno essere pagati per il loro lavoro, riceveranno il loro costo decurtato del 22%.

Purtroppo alcune imprese, costrette ad anticipare l’Iva, aspettano il rimborso per un tempo di quasi un anno. La batosta dovrebbe almeno essere alleggerita da un rimborso più veloce: infatti, l’Agenzia delle Entrate, per evitare il collasso della situazione, intende rimborsare tramite i propri fondi entro non oltre i tre mesi.

Si pensi al fatto che molti imprenditori sono stati costretti a chiedere finanziamenti alle banche per pagare l’Iva!

E i professionisti? Quando fu introdotto nel 2015, lo Split Payment non li riguardava, proprio perché erano e sono già soggetti alla ritenuta quando incassano una fattura. Ora invece, tra ritenuta e Iva, rischiano di essere schiacciati da un sistema troppo rigido, che li costringe a ricorrere a finanziamenti bancari per non soccombere.

Come evolverà la situazione?