Jobs act professionisti

IN VIGORE IL JOBS ACT PROFESSIONISTI

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Il Jobs Act Professionisti , provvedimento sulle “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”,  da ieri è legge.

Una delle contraddizioni di questa legge, che ha causato non poche rimostranze, è la mancanza di regolamentazione dell’argomento “equo compenso”: uno degli obiettivi più importanti di questa legge avrebbe dovuto essere, infatti, la riaffermazione della dignità dei liberi professionisti tramite la definizione di un tariffario minimo delle loro prestazioni.

Le novità del Jobs Act Professionisti

Come avevamo anticipato in un precedente articolo, quando il Jobs Act era approdato in Senato, queste sono le caratteristiche della riforma che tutela il lavoro dei professionisti con partita iva.

Manca l’equo compenso

In seguito all’abolizione dei minimi tariffari, l’equo compenso era l’unico strumento grazie al quale si potevano conoscere la natura e le caratteristiche delle prestazioni svolte, temi fondamentali per tutti i lavoratori autonomi. Ma nel provvedimento diventato legge manca completamente.

Tempi certi pagamenti

Al fine di tutelare il professionista, la legge regola la disparità di peso contrattuale tra committente e lavoratore autonomo, cercando di evitare clausole vessatorie e abusive nei suoi confronti. Per esempio, vietando la rescissione senza preavviso e unilaterale dei contratti senza un adeguato risarcimento. Anche un accordo in cui solo il committente possa modificare le condizioni del contratto è illegittimo, così come lo è quello che disponga termini di pagamento superiori ai 60 giorni da quando il committente riceve la fattura. Il committente non si può rifiutare di stipulare il contratto in forma scritta: è illegittimo e, in questo caso, il professionista può chiedere e ottenere un risarcimento.

In caso di mancato pagamento della parcella, il libero professionista può, a titolo preventivo, stipulare una polizza assicurativa, che potrà successivamente detrarre totalmente.

Transazioni commerciali

Le transazioni commerciali tra professionisti e imprese, tra professionisti e P.A. e tra professionisti vengono disciplinate dallo stesso D.lgs n. 231/2002 che regola le transazioni commerciali tra aziende.

Disoccupazione e facilitazioni fiscali

La legge riconosce ai collaboratori, assegnisti e dottorandi di ricerca l’indennità di disoccupazione a decorrere dal 1°luglio 2017, a fronte di un incremento dell’aliquota contributiva pari allo 0,51%. Vengono inoltre sancite le seguenti facilitazioni:

congedo parentale (da tre a sei mesi nei primi tre anni di vita del bambino);
indennità di malattia: in caso di malattia prolungata si possono sospendere i contributi per due anni, che andranno successivamente rimborsati in rate mensili.
– indennità di maternità
pur continuando a lavorare;
– deducibilità delle spese alberghiere;
– deducibilità fino a 10 mila euro l’anno delle spese per l’aggiornamento professionale obbligatorio, comprese quelle di viaggio e soggiorno. Completa deducibilità anche per le spese di orientamento e certificazione delle competenze fino a 5 mila euro;
– non costituiscono reddito le spese per l’esecuzione di un incarico anticipate dal professionista e poi inserite in fattura;
– costituzione di uno sportello dedicato al lavoro autonomo per stipulare con ordini professionali e associazioni.

Flessibilità del lavoro

Il Jobs Act professionisti stabilisce che il professionista può svolgere le proprie mansioni senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici, rispettando comunque l’orario di lavoro giornaliero.

Accesso agli appalti pubblici

L’art.12 del provvedimento stabilisce che anche i professionisti possono partecipare agli appalti pubblici per la prestazione di servizi o ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca. Per i fondi europei, i lavoratori autonomi saranno definitivamente equiparati alle piccole e medie imprese.

Deleghe legislative al Governo

E’ prevista la rimessione di alcuni atti pubblici alle professioni organizzate in ordini e collegi. Inoltre, gli enti di previdenza di diritto privato possono attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, per quegli iscritti che abbiano subìto una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie;
Aumentano inoltre le prestazioni sociali per gli iscritti alla gestione separata Inps (prestazioni di maternità e indennità di malattia) a fronte di un aumento dell’aliquota contributiva. Vengono tutelate anche la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori per gli studi professionali.